RESTORE: Riconoscimento dell’Operatore di Teatro Sociale come figura professionale per far fronte al rischio di esclusione sociale

L’idea di “fare teatro” come attività di supporto a diversi gruppi svantaggiati, a rischio di esclusione sociale, è piuttosto antica. Buone prassi sono presenti in tutta Europa, e mostrano il potenziale, l’efficienza e l’applicabilità trasversale di questo metodo, che può essere applicato con successo a gruppi di qualsiasi età e adattato a diversi soggetti con diverse problematiche sociali.
Tale approccio educativo si basa sull’idea di sviluppare competenze di base e abilità, aumentando la capacità di prendere iniziative e la fiducia in se stessi tramite l’attività in ambito teatrale, facilitando quindi l’inclusione sociale.
Nel panorama italiano, uno degli esempi di buone pratiche più rilevante appartiene alla Comunità di San Patrignano, uno dei partner di questo progetto, che usa il teatro per la riabilitazione di ex-tossicodipendenti, esibendosi anche in teatri prestigiosi come il Piccolo di Milano, l’Olimpico di Vicenza e in occasione del Festival Pirandelliano.
Una forma peculiare, nata in Brasile durante gli anni ottanta e diventata poi piuttosto popolare in Europa grazie alla sua applicabilità trasversale, è “Il Teatro degli Oppressi”, basato sull’idea che mentre fanno teatro gli “spett-attori” possono trasformare la relazione tra loro stessi e ciò che li circonda. Questa è però solo un possibile declinazione dell’ampia e potente metodologia del Teatro Sociale e di Comunità.
Basandosi su queste premesse, il progetto intende promuovere la cooperazione e lo scambio di buone prassi a livello Europeo e intende far uso del vantaggio dato dagli strumenti di trasparenza e riconoscimento dell’Unione Europea per incrementare le opportunità formative e le possibilità di occupazione di professionisti che lavorano nel campo del Teatro Sociale.

In particolare, gli obiettivi specifici del progetto sono:
  • incoraggiare la diffusione del Teatro Sociale e di Comunità come un efficacie mezzo di inclusione sociale per adulti con difficoltà dell’apprendimento
  • rafforzare la cooperazione e facilitare lo scambio di buone pratiche nel campo dell’educazione informale tra le organizzazioni che prendono parte al progetto
  • sviluppare e consolidare insieme un corso di formazione per OPERATORE DI TEATRO SOCIALE (STO)
  • alimentare un processo di riconoscimento e standardizzazione della professione dell’OPERATORE DI TEATRO SOCIALE a livello dell’Unione Europea, una nuova figura professionale definita in termini di conoscenze, competenze e capacità
I principali soggetti a cui il progetto si rivolge possono essere identificati su tre livelli:
  • Organizzazioni no-profit che supportano diversi gruppi di studenti adulti svantaggiati che lavorano
  • Educatori adulti professionisti e volontari che lavorano nel campo del Teatro Sociale e Comunitario
  • Gruppi ad alto rischio di esclusione sociale e segregazione come migranti, disabili, detenuti, minorità etniche, ex tossicodipendenti, NEETs, etc.
I più importanti risultati tangibili del progetto sono tre Output Intellettuali, ovvero:
  • la descrizione del profilo professionale dell’Operatore di Teatro Sociale secondo gli standard dell’UE;
  • Un corso di formazione per Operatore di Teatro Sociale;
  • Indicazioni metodologiche per la convalida, il riconoscimento e la certificazione della professione a livello nazionale
Questi tre risultati, che sono strettamente connessi tra loro, saranno promossi e divulgati tramite quattro Eventi Moltiplicatori, che includono un grande evento conclusivo a San Patrignano (Italia), supportato dalla Regione Emilia Romagna.
Verranno organizzati 4 Joint Staff Training Event nei paesi associati, al fine di promuovere lo sviluppo delle competenze e la condivisione di buone pratiche:
  • Un corso di formazione in Spagna;
  • Tre Laboratori di Apprendimento Peer-to-Peer (in Italia, Portogallo e Polonia) per condividere buone pratiche nel formare e lavorare con gruppi svantaggiati di studenti adulti
Saranno organizzati corsi pilota per testare e convalidare la formazione in quattro paesi (Italia, Polonia, Irlanda e Portogallo), che saranno seguiti da un’esperienza di apprendimento basato sul lavoro, così che ogni studente gestirà un laboratorio teatrale che si rivolge a diverse categorie e gruppi di studenti svantaggiati. Un totale di circa ottanta studenti che ricevono la formazione e seicento/ottocento gruppi di studenti adulti svantaggiati appartenenti a diverse categorie trarranno vantaggio dalle attività di questo progetto.
Un grande evento conclusivo avrà luogo, alla fine del progetto, presso la Comunità di San Patrignano, uno dei luoghi simbolo di tutto il progetto. L’Associazione San Patrignano Scuola e Formazione e l’Università di Roma Tre, tramite il Dipartimento di Scienze Educative, coopererà con RESTORE come Partner Associato condividendo pratiche di formazione e offrendo specifiche conoscenze nella didattica e nella ricerca per la realizzazione degli obiettivi del progetto. Inoltre, l’Università metterà a disposizione i suoi spazi per ospitare il Workshop Italian Peer Learning, e una delle tavole rotonde (O3/A4) previste per la preparazione del terzo Intellectual Output, contribuendo attivamente anche al coinvolgimento di importanti soggetti interessati nel corso del progetto.  
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